Il non funzionamento di quello che doveva essere l’orgoglio della tecnologia che avrebbe supportato la polizia penitenziaria nel proprio lavoro – il superwc del millennio- si è rivelata l’ennesima beffa nei confronti di un corpo costretto ad operare quotidianamente in una situazione ormai non più accettabile.
Il superwc non solo rappresenta 12 mila euro buttati nello scarico ma è il tragicomico epilogo di una gestione delle carceri che vede negli agenti le principali vittime. Agenti costretti ad operare ammassati come sardine, a caricarsi il controllo di celle sempre più affollate e ormai lasciate nelle ore diurne perennemente aperte, turni di lavoro massacrati, aggressioni quotidiane, mense talvolta inavvicinabili e da qualita’ infime danno la misura di come le istituzioni debbano al più presto provvedere nello stanziare nuove risorse per il sistema carcere e per il corpo di polizia penitenziaria che non ha bisogno di interventi spot da sciacquone ma interventi seri e strutturali. A tal fine scriverò una lettera al Ministro. In un periodo in cui il parlamento si divide tra pro o contro amnistia e indulto e’ vergognoso che tante parole siano state spese sulle condizioni dei detenuti e non una voce si sia levata per trovare risorse e soluzioni per la polizia penitenziaria . Come suggerito dall’OSAPP , stante la perenne inerzia degli organi preposti, diventa necessario ricorrere alla corte europea dei diritti dell’uomo per porre fine  ad una condizione vergognosa, umiliante, inaccettabile

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