Si dice che la notte porti consiglio; A me agita. I pensieri si sovrappongono e tutto e’ ingigantito, amplificato. Camminare soli con la notte che ancora incombe, in strade di campagna alternate a boschi immerse nel buio, alimenta inquietudine. Ti fa vedere nel riflesso degli occhi degli animaletti che si alternano allo scontro della fioca luce della pila le tue paure più recondite, pronte ad assalirti. Oggi, in ragione dei 40km da percorrere, ho dovuto riscoprire questa sensazione. Ho percorso sentieri anneriti dalle tenebre nella speranza di incrociare uno sparuto lampione o che il sole facesse capolino. Ho ammazzato la notte guardando in alto e allora si è intonata nei miei pensieri la mano di Piccolo Attilia che contro il cielo stellato si levò seminando il terrore calava giù e l’orda buia non rideva più. Ed io presa da quella forza che una canzone carica di significato come quella può dare a una come me all’alba ero già a Melide ovvero  ad oltre un terzo del tragitto programmato. Domani affronterò di nuovo il buio e a ben ragionare lo facciamo tutti ogni giorno. Anche grazie a quelle note nella testa non c’è paura, arriverò a Santiago in mattinata.

 

 

 

 

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