C’è chi cammina con le scarpe aperte frantumate legate solo da uno spago, chi caccia le mosche con un coltello, chi al posto dello zaino ha una carriola e chi prosegue nella via portandosi dietro un copertone. Si ride perché si vede di tutto andando verso Santiago e più ci si avvicina più la strada si fa affollata e si ride. Per prendere la credenziale, il documento che certifica l’avvenuto pellegrinaggio, bastano 100 km e quindi proprio nelle ultime tappe moltissimi iniziano il loro percorso. Io mi sono sempre rifiutata di usare l’escamotage. Sono di quelle o tutto o niente. In ogni caso il senso di tutto non sta solo nella meta ma nel cammino stesso, nel sapere che tutti i giorni che piova o che ci sia il sole, che siamo di buon umore o no, che si voglia o meno dovro’ alzarmi e mettere un piede dietro l’altro almeno fino a quando avrò percorso strada sufficiente per garantire il mio arrivo finale. Mai come in queste condizioni apprezzi l’essenziale e capisci ciò che è davvero importante. Manca casa, gli affetti, ma, alla fine della giornata, leggendo i giornali mi sono ricordata di quanto mi siano mancati anche quando ero ferma. Bisogna avere un fisico ed un cuore bestiale per mettere un passo dopo l’altro ma alla fine e’ sufficiente un copertone per continuare a saper ridere a crepapelle.

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